Edilizia residenziale e strutture collettive · PFTE integrato · Progetto validato e approvato
PFTE per una nuova struttura alloggiativa in X-LAM a supporto dell’Accademia Militare

Dati del progetto
Luogo
Modena — Caserma Pisacane
Committente
Ministero della Difesa — Comando Infrastrutture
Fase
PFTE — Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica
Stato
Progetto validato e approvato
Anno
2026
Importo totale appalto
€ 5.320.131,76
Importo complessivo dell’intervento a programma
€ 6.630.739,87
Prestazione
Ruolo
Progettista del PFTE e coordinamento generale della progettazione
Gestione informativa
BIM Manager e BIM Coordinator
Sistema costruttivo
X-LAM
Programma
24 alloggi · 96 posti letto · 2 corpi autonomi · 3 livelli fuori terra
Prestazione energetica attesa
Classe A4 · EPgl,nren 1,28 kWh/m² anno
Produzione fotovoltaica
Circa 100 kWp complessivi
Abitare, costruire, coordinare
Il PFTE dello Studentato della Caserma Pisacane affronta una commessa pubblica complessa attraverso un unico sistema di decisioni architettoniche, costruttive, ambientali e informative. Il progetto coordina due corpi autonomi destinati a 24 alloggi e 96 posti letto, definendo contemporaneamente qualità dell’abitare, realizzabilità dell’opera, controllo delle prestazioni e coerenza economica.
Giovanni Preziosi assume il ruolo di progettista del PFTE e coordinatore generale della progettazione, oltre alle funzioni di BIM Manager e BIM Coordinator. Architettura, strutture, impianti, sostenibilità, quantità e verifiche sono quindi governati come parti di un processo unitario.
Architettura e involucro
L’intervento costruisce un fronte ordinato e riconoscibile mediante la successione dei due volumi e dei nuclei distributivi. Logge continue, schermature e arretramenti modulano la profondità dell’involucro, proteggono gli ambienti e introducono una misura domestica all’interno di un organismo collettivo. La composizione mette in relazione ripetizione tipologica e variazione della luce, senza separare l’espressione architettonica dalle prestazioni dell’edificio.

Organizzazione dell’intervento
I due corpi autonomi, articolati su tre livelli fuori terra, sono disposti nel lotto della Caserma Pisacane in rapporto agli edifici esistenti, agli accessi e alla rete degli spazi aperti. L’impianto mantiene chiara l’identità delle unità edilizie e consente di coordinare percorsi, aree verdi, parcheggi e servizi senza frammentare il funzionamento complessivo.

Spazio aperto e accessibilità
Su un lotto di 4.900 m², l’impronta coperta è contenuta in circa 1.000 m². Il progetto conserva 3.050 m² di verde profondo, integra 470 m² di percorsi drenanti e organizza 380 m² di parcheggi inerbiti per 30 posti. L’accessibilità è risolta all’interno di una struttura continua di percorsi e superfici permeabili, nella quale la mobilità non sottrae qualità paesaggistica e capacità drenante al suolo.

Accesso e distribuzione
I nuclei di accesso rendono leggibile l’organizzazione dei due corpi e concentrano i collegamenti verticali in elementi riconoscibili. La loro posizione ordina gli arrivi, riduce le interferenze tra percorsi e permette una distribuzione chiara degli alloggi e degli spazi condivisi. La scala esterna protetta diventa parte dell’architettura e partecipa alla costruzione della profondità del prospetto.

Sistema costruttivo X-LAM
La struttura in pannelli X-LAM è assunta come matrice costruttiva del progetto. La regolarità dei due corpi, la ripetizione controllata degli alloggi e il coordinamento preventivo delle aperture consentono di mettere in relazione comportamento strutturale, prefabbricazione, sistemi a secco e sequenza di montaggio. La scelta non viene trattata come elemento isolato, ma come parte di una strategia che riguarda tempi, precisione esecutiva, durabilità e controllo delle interfacce.

Sostenibilità, CAM e gestione delle risorse
Il PFTE è stato sviluppato secondo i CAM Edilizia di cui al D.M. 24 novembre 2025, entrati in vigore nel 2026. I criteri ambientali si traducono nelle scelte concrete del progetto: sistema X-LAM e lavorazioni a secco, impianti full electric, produzione fotovoltaica, ventilazione meccanica controllata, superfici drenanti, recupero delle acque meteoriche, qualità degli ambienti interni e gestione informativa coordinata.
Il rapporto tra impronta edilizia, verde profondo e suoli permeabili determina un RIE di progetto pari a 8,58, superiore al requisito minimo di 4. La prestazione ambientale deriva così dall’integrazione tra edificio, impianti e sistemazione del lotto.
Energia: sistema full electric e produzione fotovoltaica
La classe energetica attesa è A4, con EPgl,nren pari a 1,28 kWh/m² anno. L’impianto fotovoltaico, dimensionato per circa 100 kWp complessivi, non è un accessorio applicato all’edificio ma una componente della strategia energetica full electric. La produzione viene messa in relazione con i fabbisogni elettrici delle pompe di calore, della produzione di acqua calda sanitaria, della ventilazione meccanica controllata e degli altri servizi dell’edificio.
Acqua: recupero meteorico e invarianza idraulica
Le acque meteoriche sono raccolte in due cisterne da 30 m³, per una capacità complessiva di 60 m³. Una rete separata ne consente il riutilizzo prioritario per le cassette WC, con una copertura indicativa di circa il 66% del fabbisogno annuale, riducendo il consumo di acqua potabile.
Le stesse riserve partecipano al sistema di attenuazione idraulica. La portata passa dai 4,9 l/s ante operam a 1,20 l/s post operam per TR10: la verifica di invarianza idraulica conferma che il progetto riduce contemporaneamente il prelievo di risorsa potabile e il carico generato dalla nuova costruzione.
BIM come sistema di coordinamento
La gestione informativa accompagna lo sviluppo del PFTE come infrastruttura di coordinamento della commessa. Il modello collega geometrie e codici a quantità, WBS, computo, verifiche e scambi interoperabili, rendendo controllabili le relazioni tra architettura, struttura, impianti e quadro economico.
Il BIM non è quindi una rappresentazione tridimensionale aggiuntiva, ma il sistema attraverso il quale governare la complessità del progetto, verificare le interferenze, mantenere allineate le informazioni e sostenere i passaggi di controllo e validazione.

Spazi comuni
Gli ambienti condivisi sono concepiti come estensione dell’alloggio e come luoghi di relazione, studio e pausa. La luce naturale, il rapporto visivo con il verde e una configurazione flessibile sostengono usi differenti durante la giornata, mantenendo un carattere sobrio e coerente con la funzione istituzionale della struttura.

Distribuzione interna
La distribuzione interna segue una maglia chiara e ripetibile, coordinata con la struttura e con l’organizzazione degli impianti. I corridoi ricevono luce naturale alle estremità e mettono in relazione alloggi e spazi comuni, evitando che il percorso sia ridotto a un elemento esclusivamente tecnico.

