Valorizzazione e restauro del Palazzotto – ex Casino Spinola

Restauro e patrimonio · Progetto definitivo ed esecutivo BIM · Opera realizzata

Il restauro del Palazzotto trasforma la corte dell’Istituto Regina Margherita in un giardino scolastico e in uno spazio per attività culturali, ricucendo architettura storica, sicurezza, arte e uso quotidiano.

Vista della corte restaurata del Palazzotto con due murales botanici originali sulle torri metalliche
Opera realizzata — vista complessiva della corte.

Dati del progetto

Luogo
Avellino — Istituto Regina Margherita

Committente
Comune di Avellino

Programma
PICS — “Avellino, città sostenibile e attrattiva”

Intervento programmato
€ 800.000,00

Esecuzione
Intervento completato

Cronologia
Lavori 2020–2021

Stato
Opera realizzata

Prestazione

Progettista del progetto definitivo ed esecutivo sviluppato in BIM e Direttore dei Lavori.

L’incarico ha unito restauro e valorizzazione dell’edificio storico con la rifunzionalizzazione della corte-giardino, coordinando le nuove strutture in acciaio, il disegno degli spazi aperti, le opere artistiche e l’illuminazione.

La corte come nuovo centro del complesso

Il Palazzotto, già Casino Spinola, presenta una corte racchiusa dalle ali dell’edificio scolastico. Prima dell’intervento lo spazio era dominato dalle pavimentazioni e dalle scale esterne di sicurezza, percepite come elementi separati dal carattere storico dei fronti.

Il progetto assume la corte come fulcro: non un semplice retro tecnico, ma uno spazio collettivo capace di ospitare didattica all’aperto, gioco ed eventi culturali. Le diverse funzioni vengono ordinate da una superficie continua, inserti vegetali, sedute e dispositivi architettonici riconoscibili.

Corte interna del Palazzotto ex Casino Spinola prima della riqualificazione
Stato precedente — la corte scolastica e le scale di sicurezza esistenti.
Modello BIM del progetto definitivo del Palazzotto ex Casino Spinola con corte giardino
Progetto definitivo in BIM — assetto complessivo della corte-giardino.

Dalla barriera all’arcobaleno

La cavea preesistente definiva il margine della corte, ma i suoi percorsi non garantivano condizioni adeguate di accessibilità. Il progetto ne conserva l’andamento curvilineo e ne trasforma la sezione, integrando alle due estremità una nuova sequenza di gradini e una rampa inclinata con pianerottolo intermedio.

Il dislivello complessivo di circa 120 centimetri non viene risolto attraverso un parapetto o un elemento visivamente separato. Lungo la rampa, una fioriera in acciaio corten segue l’andamento del piano inclinato e varia progressivamente in altezza. Il terreno e la vegetazione assorbono così il salto di quota, mitigano la presenza della rampa e mantengono aperta la percezione della corte all’altezza dello sguardo dei bambini.

La forma nasce anche da un particolare punto di osservazione. I corridoi che distribuiscono le aule sui tre lati dell’edificio si affacciano sulla corte: ogni giorno i bambini guardano questo spazio dall’alto mentre attraversano gli ambienti connettivi. Da questa percezione deriva la composizione cromatica di alzate e pedate. La cavea diventa un arcobaleno inscritto nell’architettura: non una decorazione applicata, ma un segno nato dall’accessibilità, dalla continuità visiva e dall’idea della corte come luogo di vita condivisa e amicizia.

Cavea e percorsi di accesso della corte del Palazzotto prima dell’intervento, visti dall’alto
Stato precedente — la cavea e i percorsi di accesso osservati dai corridoi superiori.
Cavea ad arcobaleno e nuovi percorsi accessibili nella corte del Palazzotto, visti dai corridoi superiori
Fase conclusiva — la cavea ad arcobaleno e i nuovi percorsi accessibili visti dall’alto.
Fioriera inclinata con alberi e verde che accompagna la rampa accessibile nella corte del Palazzotto
Opera realizzata — la fioriera inclinata accompagna la rampa e mitiga il dislivello con il verde.

Restauro e nuovo intervento restano leggibili

Il recupero dei fronti conserva ritmo, proporzioni e apparati dell’edificio storico. Le aggiunte contemporanee non cercano di mimetizzarsi: le scale vengono ricomposte entro torri leggere, schermate da elementi metallici color ossido che filtrano la vista e costruiscono una nuova profondità.

La distinzione tra muratura restaurata e struttura metallica consente di leggere epoche e funzioni senza conflitto. Le superfici artistiche, integrate alle testate delle torri, introducono segni immediatamente riconoscibili per i bambini e danno identità alla corte.

La luce disegna i vuoti e ricompone il prospetto

Il progetto illuminotecnico evita una lettura uniforme del fronte e affida alla luce il compito di rivelarne ordine e profondità. I vuoti diventano presenze luminose: finestre, lunette e ingressi scandiscono il prospetto, mentre la luce discendente dai coronamenti accompagna le paraste e i corpi avanzati. Il contrasto controllato tra superfici in ombra ed elementi illuminati ricompone l’architettura nelle ore serali, rendendone leggibili ritmo, gerarchie e proporzioni senza sovrapporre un effetto scenografico alla materia storica.

Prospetto notturno del Palazzotto ex Casino Spinola con illuminazione delle aperture e delle paraste dall’alto
Progetto illuminotecnico — la luce dei vuoti e dei coronamenti ricompone il prospetto nelle ore serali.

Il BIM come strumento di controllo

Il modello informativo ha supportato lo sviluppo del progetto definitivo ed esecutivo, permettendo di verificare l’inserimento delle strutture contemporanee nella geometria esistente, i rapporti con i prospetti della corte e la continuità dei percorsi.

La vista complessiva mette in relazione torri-scala, pergola, superfici per le attività, verde e arredi. Questa lettura unitaria ha guidato anche la Direzione dei Lavori, mantenendo riconoscibile il disegno durante la realizzazione.

Rendering della corte del Palazzotto con murales botanici originali sulle due torri metalliche
Progetto — rendering corte.

Architettura, arte e uso scolastico

La realizzazione conferma l’idea progettuale: le schermature metalliche definiscono le torri senza chiuderle, mentre le opere figurative ne trasformano le testate in grandi segnali urbani interni. Orti didattici, alberature, sedute e gradonate colorate costruiscono luoghi diversi all’interno di un’unica corte.

Il valore dell’intervento è leggibile soprattutto nell’uso. La corte restaurata non è soltanto uno scenario per eventi, ma un ambiente quotidiano della scuola, capace di sostenere movimento, socialità e apprendimento all’aperto.

Dettaglio del nuovo corpo scala metallico nella corte del Palazzotto ex Casino Spinola
Opera realizzata — dettaglio dell’involucro metallico del nuovo corpo scala.
Corte giardino del Palazzotto ex Casino Spinola con alberature e gradonata colorata
Opera realizzata — il giardino, la gradonata e la corte restaurata.
Bambini nella corte del Palazzotto con i volti rivolti alla camera resi non riconoscibili
Opera realizzata — la corte restituita all’uso scolastico; i volti dei minori rivolti verso la camera sono stati resi non riconoscibili.
Percorso coperto e torre metallica del Palazzotto con prospettiva architettonica rettificata
Opera realizzata — il percorso coperto e la nuova struttura metallica nella corte.

Valorizzare il patrimonio attraverso l’uso

L’intervento rientra nella strategia di Avellino città sostenibile e attrattiva, orientata alla riscoperta dell’identità culturale e alla valorizzazione delle risorse del centro urbano. Nel Palazzotto questo obiettivo coincide con una scelta concreta: conservare l’edificio storico rendendo più ricca e accessibile la sua vita contemporanea.

Progetto e Direzione dei Lavori seguono così un unico principio: il restauro non si conclude nella tutela della materia, ma nella capacità del luogo di tornare a essere abitato, riconosciuto e condiviso.